Antiziganismo in Europa

Questo articolo di Annamaria Rivera – docente dell’edizione 2009 di Università Migrante – è apparso sul quotidiano “il manifesto” del 17 settembre 2010 con il titolo Una barbarie che parla alla sinistra.

Se almeno a sinistra si fosse capaci di fare esercizio di decentramento, forse si coglierebbero la gravità di ciò che accade in Europa e l’affinità con alcune delle tendenze che condussero alla catastrofe. E allora suonerebbe meno infondato l’allarme delle rare cassandre che da alcuni anni cercano di richiamare l’attenzione sul razzismo di massa che dilaga in Italia e in Europa e sulla temibile saldatura fra razzismo di Stato e razzismo popolare.

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I sans papiers parigini a Milano

Lunedì 28 giugno, grazie all’associazione “Ci siamo anche Noi”, al Comitato Immigrati in Italia e altri gruppi promotori della giornata del Primo Marzo, abbiamo incontrato una delegazione di Sans Papiers di Parigi.

Nonostante non ci si fosse mai visti prima, ho avuto l’impressione che ci conoscessimo da un pezzo…mistero! (no: tutto si spiega con la condivisione di una lotta pressoché identica negli obiettivi e nell’essenza di umanità e di diritto universale che racchiude… ci si intende al primo sguardo, come certi innamorati. O esagero?)

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Per i rifugiati l’Italia non è un luogo sicuro

I dati dell’UNHCR in occasione della “Giornata mondiale del rifugiato”

Nel corso della “Giornata mondiale per il rifugiato” tenutasi il 20 giugno, l’UNHCR (United Nations Refugee Agency) ha presentato dati inquietanti sulla condizione dei richiedenti asilo, in particolare per quel che riguarda l’Italia, all’ultimo posto in Europa per l’accoglienza dei rifugiati politici che secondo la normativa internazionale avrebbero diritto all’equiparazione legislativa con i cittadini dello stato ospitante.

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Permesso di soggiorno a punti

Alfred Breitman, su Aprile online:

Qualcuno spieghi in base a quale criterio il migrante può essere punito in misura gravissima (l’espulsione lo condurrà in un Paese da cui è già fuggito, quasi sempre a causa di un’emergenza umanitaria; contemporaneamente, i suoi familiari resteranno soli in Italia, esposti a qualsiasi pericolo) in base a un regolamento che non dovrebbe avere valore giuridico? Per punire le colpe ci sono già le leggi dello Stato e i tribunali: togliere ulteriori “punti-vita” diventa una condanna la cui natura sfugge al buon senso, una condanna senza diritto alla difesa e senza giudice

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